Lady Bird, diventare grandi

Lady Bird non è un film adolescenziale e non vuole esserlo. Dotato dello stile cinematografico tipico dell’indie americano, il genere apparentemente semplice del coming of age diventa uno sguardo attento e a tratti autobiografico in cui si analizza la storia di un’adolescente di provincia che trova la propria strada lontano da casa, con la giusta dose di autodeterminazione, cura ed attenzione verso il proprio mondo.

Lady Bird è la storia di Christine (Saoirse Ronan), un’adolescente di Sacramento all’ultimo anno del liceo – frequenta una scuola cattolica- e ad un passo dal college. Odia Sacramento, la considera una regione provinciale da cui bisogna solo scappare; il suo personalissimo El Dorado è l’East Coast, più precisamente New York.

Lady Bird, diventare grandi

Christine è una ragazza sveglia, a volte un po’ pretenziosa, che osserva il mondo che la circonda e ne trae a sé un grande scontento. Si trova nel limbo tra la fine dell’adolescenza e l’inizio della vita adulta, non riesce a contenere la sua spasmodica voglia di indipendenza. Per questo decide di farsi chiamare da tutti Lady Bird e non più Christine; un nome che si è assegnata da sola, simbolo di una rivendicazione.

Lady Bird sa di vivere in un mondo in cui il lavoro, il luogo in cui vivi, la tua istruzione, la tua famiglia, tutti gli elementi che definiscono te come persona, vanno a formare il tuo valore. Un valore economico e identitario inscindibili, con cui tutti quanti devono fare i conti. Da qui nasce la dicotomia tra Sacramento e New York, tra scuola privata e pubblica; è il fondamento dell’ossessione del risparmio della madre e della depressione del padre. Lady Bird capisce tutto ciò ed è forse proprio per questo che ha bisogno di scappare, di liberarsi dal peso di Sacramento e di tutto ciò che quella città contiene.

Lady Bird, diventare grandi

La battaglia tra adolescenza ed età adulta Lady Bird la combatterà duramente, cercando sé stessa in una città diversa, litigando con la propria madre e facendo pace, trovando nel suo nuovo mondo qualcosa che la riporti alle sue origini, qualcosa che suoni familiare. La storia di Christine è molto simile alla storia della regista Greta Gerwig, che nonostante il tocco autobiografico lascia la sua Lady Bird libera di essere sé stessa e di affrontare la sua vita con la stessa cura e attenzione che ha sempre riposto nelle cose.

[spotifyplaybutton play=”spotify:track:6yzzno5cXBkh5c6UzRxcyM”/]

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

19 − tredici =