Scrubs, tragicommedia in corsia

Scrubs è una serie ideata da Bill Lawrence, andata in onda dal 2001 al 2010 in nove stagioni, 182 episodi della durata di circa 21 minuti. È senza dubbio una delle comedy di maggior successo mai trasmesse e le numerose candidature agli Emmy e ai Golden Globe ne fanno da testimone. Il segreto del suo successo è la perfetta combinazione tra sketch esilaranti e riflessioni profonde. Scrubs, infatti, riesce a trattare argomenti difficili e controversi come la morte e la malattia, senza mai tradire la propria anima comica. Una nota di merito va anche agli attori che hanno vestito così bene i loro ruoli da far diventare persino i personaggi minori membri di una grande famiglia allargata.

Scrubs, tragicommedia in corsia

Scrubs tratta della vita di John Dorian (Zach Braff), per gli amici JD, uno specializzando in medicina alle prese con le proprie insicurezze. Lo accompagnano il suo migliore amico Chris Turk (Donald Faison) apprendista chirurgo, determinato e pieno di sé, e Elliot Read (Sarah Chalke), eterna nevrotica che cerca di essere la migliore in tutto. La narrazione segue i pensieri e le riflessioni di JD, che funge da narratore e voce fuori campo, che segue i problemi e le vicende legate all’ospedale universitario Sacro Cuore. Le puntate non si concentrano solo nel rapporto tra colleghi, ma anche tra quello medico-paziente, ed è forse proprio questo aspetto che amplifica l’empatia della serie.

Le gag ricorrenti della serie sono i sogni ad occhi aperti del protagonista, le sue lotte con l’Inserviente (Neil Flynn) che gli ha giurato vendette dopo aver trovato, nella prima puntata, una monetina incastrata nella porta automatica dell’ospedale, e l’infinita serie di soprannomi (quasi sempre femminili) con cui il Dottor Cox chiama JD, tra cui l’intramontabile “pivello”.

Scrubs, tragicommedia in corsia

Ma la comicità non è l’unica faccia di questo show, c’è un lato più serio ed introspettivo che affronta tematiche che variano dalla crescita personale, il sentirsi inadeguati sul posto di lavoro, fino all’affrontare problemi legati a malattie e perdite. L’intera serie gira attorno a tre location principali: l’ospedale Sacro Cuore, l’appartamento di Turk e JD – con l’immancabile cane impagliato Rowdy – e il bar a cui i personaggi si ritrovano per bere qualcosa, nel caso di JD è quasi sempre un appletini.

Scrubs, tragicommedia in corsia

Ma cosa significa “scrubs”? La parola indica il camice del medico o una tecnica con cui i chirurghi lavano le mani prima di un’operazione. Ma il termine sta anche a indicare gli specializzandi di un ospedale, e se inteso come verbo “to scrub”, significa “strofinare”. E Scrubs non può che essere questo, un insieme di significati diversi accomunati da una sola parola, andare oltre la classica commedia e diventare molto, molto di più.

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